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Lefkada
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Chiese

COMUNE DI LEFKADA 

Il campanile della
chiesa di Aghia Mavra
nel castello

La chiesa di Aghia Mavra si trova nel castello omonimo; grazie ai lavori di restauro ha riacquistato il suo aspetto originale e si conserva in ottimo stato.  

La chiesa dell’ Onnipotente
nella città di Lefkada

La chiesa dell’ Onnipotente, di valore inestimabile, appartenente ai discendenti della famiglia Valaoritis, si trova al centro del mercato nella città di Lefkada. Le sue agiografie sono opere di famosi agiografi di Lefkada. Dietro al presbiterio si trova la tomba del poeta nazionale, Aristotelis Valaoritis, mentre all’interno sono state seppellite altre eminenti personalità dell’isola di Lefkada.

La chiesa di Aghios Spiridonas, nella piazza centrale della città, fu costruita alla fine del 17o secolo ed apparteneva ad una famiglia nobile. Si tratta di una basilica monolocale, lunga e bassa, senza trullo, con ingressi laterali; reca evidenti testimonianze dell’ influenza dell’ architettura veneziana. L’ iconostasi di legno fu costruita dallo scultore di Zante, I. Groppas e le sue icone sono opere del cretese, Tommaso Tzen, di origine veneziana.

La famosa iconostasi della
chiesa di Aghios Minàs

La chiesa di Aghios Minàs, vicina alla chiesa dell’ Onnipotente, spicca per la sua eccellente iconostasi, tutta scolpita in legno, e le sue icone, opere degli illustri agiografi delle isole Ionie: Kontarinis, Roussos, Doxaràs, Koutouzis, Ventouras e altri. La chiesa, in ritmo barocco, fu fondata nel 1707 con l’autorizzazione dei veneziani e inizialmente aveva dimensioni più ridotte. Fu ricostruita in seguito a gravi danni subiti nel 1724, quando assunse il suo aspetto attuale. 

La chiesa della Dormizione di Maria Vergine a Ghira si trova sul lembo di terra che chiude a nordovest la laguna di Lefkada. E’ un monolocale con una grande abside semicircolare. La chiesa originale, che apparteneva agli antenati di Aghelos Sikelianòs, sorgeva in questo luogo prima del 1684 ed è considerata una delle più antiche dell’ isola. Fu costruita all’ incirca negli anni 1460-1503 dai fratelli sacerdoti Stamatios e Athanassios Soundias; fu messa a dura prova da molti terremoti e più tardi fu aggregata all’orfanotrofio e all’ ospedale di Lefkada. La sua iconostasi in legno è semplice e sobria, mentre l’ icona della Madonna, a cui è dedicata, è opera di Tommaso Tzen, con evidenti elementi della tradizione bizantina. Oggi è una cappella della chiesa di Aghios Nikolaos della città.

Aghios Ioannis ad Alatro

La chiesa di Aghios Nikolaos si trova al centro della città. Fu costruita nel 1687, con l’autorizzazione delle autorità veneziane; subì gravi danni in seguito ai terremoti del 18° e degli inizi del 19° secolo e fu ricostruita nel 1830. Era la chiesa più ricca della città. I suoi ingressi sono suggestivi e le finestre, lavorate ad arte, sono in stile barocco. La sua iconostasi è particolarmente imponente, mentre le icone sono fra le opere migliori di Ioannis Roussos e di Spiridonas Ventouras. Le cappelle di Aghios Nikolaos sono: Aghios Ioannis Angiussis e la Madonna di Ghira.

Il campanile della chiesa
dedicata all’ ingresso
della Madonna

Altre chiese altrettanto importanti nella città sono: la chiesa dedicata all’ingresso della Madonna, nel mercato centrale, la chiesa dedicata ai Santi Anarghiri e la chiesa della Madonna dei forestieri, nella zona di Markà.

 

La Madonna di Vlacherna

La Madonna di Vlacherna, immersa nell’ uliveto, è una chiesetta storica fondata nel 1740. Il suo muro esterno, nella parte inferiore reca incorporata una lapide con un’ epigrafe in cui si legge che l’ultima domenica del Carnevale del 1821 si radunarono in questa chiesa dodici comandanti delle forze rivoluzionarie, personalità maggiorenti di Lefkada e di Roumeli, e giurarono solennemente che avrebbero combattuto per la liberazione della patria. 

La chiesetta di Aghios Ioannis di Angiussi si trova quasi incastrata in una roccia all’estremità della spiaggia di Ghira, laddove i pendii scendono a picco sulla costa. La leggenda narra che questo era il luogo di preghiera dove veniva in pellegrinaggio lo stesso Apostolo Paolo durante il suo cammino verso Roma. E’ una delle chiese più antiche dell’ isola, che fu restaurata ed ampliata dai cavalieri franchi D’ Angiò, che la scoprirono nel 1331.

PROVINCIA DI SFAKIOTES  

 
 

La chiesetta dell’ Onnipotente è un rilevante monumento cristiano che dista un chilometro dal paese di Kàvalos in direzione nordest; la sua campana pende da un’enorme quercia dinnanzi al cortile della chiesa. Sul suo ingresso esistono cornicioni di templi greci antichi. Molti campanili tradizionali, ognuno con proprie caratteristiche, decorano le chiese di Sfakiotes. Fra i campanili più belli si annoverano quelli delle chiese di Aghios Dionissios e di Aghios Spiridonas a Lazarata, costruiti almeno 150 anni fa, che stanno ancora lì ritti e fieri di chiamare con il crepitacolo i cristiani ad ogni funzione religiosa, sia gioiosa che triste.

 

Il campanile di Aghios
Αγίου Σπυρίδωνα
Spiridonas a Lazarata

La chiesa di Aghios Spiridonas a Lazarata fu costruita verso la metà del 18° secolo. La sua iconostasi è in stile barocco, di colore bianco ed oro, con colonnine sottili dell’ordine corinzio. L’ icona dell’ Arcangelo Michele, sul battente della porta anteriore, appartiene probabilmente all’ insigne agiografo V. Sideris, risalente al 1894. Il campanile, alto ed imponente è costruito in pietra morbida in tre piani. 

La chiesa di Aghios Nikolaos, a Kàvalos, è una delle più antiche della zona. Fu costruita nel 17° secolo. Le icone sono opera di Spiros Gazìs, realizzate nel periodo dal 1876 fino al 1883. La sua iconostasi, in ritmo barocco, una delle più belle di Lefkada, è opera di P. Prosalentis.


La chiesa dei tre Santi Arcangeli Taxiarchi, a Spanochori, fu costruita nel 18o secolo e spicca per le sue belle agiografie di Spiros Gazìs, che risalgono al 1886.

La chiesa della Madonna di Episkopì a Spanochori è dedicata al giorno della nascita della Madonna. Nella sua iconostasi, opera di Panos Prosalentis, costruita nel 1858, domina il bianco candido su linee semplici e classiche.

La chiesa di Aghios Stefanos a Exanthia risale a tempi remoti; ha subito ripetutamente gravi danni ed ogni volta fu restaurata. Nella sua iconostasi si cita come anno di costruzione il 1850.

PROVINCIA DI KARIA’ 

 

Aghios Spiridonas

La chiesa di Aghios Spiridonas è una delle più rinomate di Karià. Si trova al centro del paese e fu costruita alla fine del 19o secolo. E’ dotata di un bel campanile alto, con l’ orologio. La sua iconostasi, che risale al 1925, è caratterizzata da una linea classica sobria, opera di Ioannis Vrettos (1925). 

 

San Donato
sull’ altopiano di Eglouvì

Aghia Paraskevì, un’ altra rilevante chiesa a Karià, si conserva in ottimo stato e risale ai primi anni del 19° secolo. E’ abbellita dalla sua iconostasi di legno, finemente lavorata, opera di P. Prosalentis in stile barocco e risale al 1850. L’ icona di Aghia Paraskevì è stata realizzata da G. Patsaras, ispiratosi ad un motivo stupendo. Nella chiesa esistono due dipinti ad olio di Spiridonas Gazìs che riproducono immagini del Vecchio Testamento: “il sacrificio di Abramo” e “Giobbe”. 

La cappella di Aghios Donatos, sovrasta il paese di Eglouvì e si trova ad un’ altitudine di 900 metri; era inizialmente dedicata ad Aghios Dometios. Gli abitanti del posto la dedicarono, dopo averla restaurata nel 1980, ad Aghios Donatos, che fu vescovo di Lefkada nel 284 d.C. e diede il nome a tutta la località; in base alla leggenda, il santo cadde da un’ alta torre durante le persecuzioni dei cristiani. I ruderi di questa torre si conservano tuttora nei dintorni della chiesa, che festeggia il 7 agosto.


PROVINCIA DI ELLOMENOS  

 

Aghia Kiriakì,
di fronte a Nidrì  
La chiesetta di Aghia Kiriakì si trova nella baia di Vlichò, di fronte a Nidrì. La visita a questa cappella si può realizzare anche con caicchi noleggiati.
La cappella di Aghios Ioannis il Precursore è poco distante dal paese di Alatro. Si tratta di un piccolo monolocale con il soffitto in legno e il tetto a cupola rivestito di tegole. Tutta la chiesetta è piena di affreschi, dipinti probabilmente agli inizi del 17° secolo. La maggior parte degli affreschi oggi necessita di manutenzione da parte di tecnici specializzati, considerando che, con il passare del tempo e a causa della noncuranza dell’ uomo, si sono sgretolati e il colore si è sbiadito; nonostante tutto, rappresentano uno dei rari esemplari di affreschi post-bizantini a Lefkada. Le raffigurazioni dell’ “Ultima cena”, sul lato nord, di “Aghios Ioannis il Precursore” che appena neonato viene condotto dinnanzi a Zacharias, dei santi “Kosmàs, Damianòs, Panteleimonas e Minàs”, con abiti variopinti uno diverso dall’ altro, creano nel visitatore una sensazione di devozione.

La chiesa di Aghios Charalambos nel paese di Vlichò è dipinta con agiografie del 16° secolo. 

La chiesa della Madonna Predicatrice, all’ ingresso del paese di Neochori, è l’ unica chiesa con trullo in tutta l’ isola. Inoltre, a Neochori esiste anche la cappella di Aghios Dimitrios, con affreschi del 16° secolo.

PROVINCIA DI APOLLONIO
Comune di Aghios Petros  
CHIESA CATTOLICA DEI “SANTI APOSTOLI” DEL 13o SECOLO

Chiesa cattolica dei Santi Apostoli del 13o secolo  
Il vescovato latino fondato a Lefkada l’ anno 1334, nonostante non ci fossero fedeli cattolici, inviava immancabilmente un proprio esponente alla chiesa cattolica, incaricato soprattutto della sua manutenzione. In una leggenda del paese si narra di un esponente di nome Augustino, che vi viveva con la moglie e morì intorno al 1700; allora fu sepolto alle radici del cipresso secolare che si trova nel cortile della chiesa.


SANTI APOSTOLI 

La chiesa cattolica, distrutta dai ripetuti sismi, fu abbandonata e il presbiterio, esposto alle intemperie, fu coperto di terra fino alla cupola.

In quel punto e in direzione est fu costruita la chiesa dei Santi Apostoli, non molto distante dal proprietario del terreno, tale Psillianos, abitante di Lefkada.

Dopo la sua morte, se ne impossessò il suo plenipotenziario Antipas, i cui successori rivendicarono la proprietà della chiesa.

I parrocchiani erano gli abitanti della parte bassa della zona, divisa dalla strada comunale, che eleggevano i commissari. Nel 1869 la metà della chiesa fu distrutta in un incendio. Nel 1875, con i commissari Politis, Stamoulis, Vamvakas fu ampliata verso ovest. Fu costruita tutt’intorno e furono allestite anche due celle, dove vivevano monache.

Nel 1876 fu costruito il gineceo, i muri separatori e il soffitto per opera del falegname N. Dracontaidis e l’ iconostasi per opera di I. Mentsikov.

Negli anni immediatamente antecedenti al 1800, il cortile della chiesa era il luogo prediletto per lo svolgimento delle feste locali e gli abitanti in quell’ occasione si divertivano ballando e cantando.

Si fissarono quindi i giorni dei Santi Apostoli, 29 e 30 giugno, per i festeggiamenti della fiera del paese, in quanto periodo anche più idoneo per gli agricoltori che, avendo terminato la mietitura dei cereali, coincideva con una pausa dei loro lavori. Più tardi sarebbero scesi a valle per la preparazione dell’ uvetta. Dopo il restauro della chiesa, scoppiò una controversia fra i parrocchiani e i membri della famiglia Antipas, accusati di gestione arbitraria ed incontrollata dei beni della chiesa, essendosi sottratti all’obbligo di inviare resoconti all’ arcivescovo, avendo derubato il patrimonio ecclesiastico e cacciato persino il parroco.

I parrocchiani intentarono causa e la procedura giudiziaria durò due anni. Infine, fu emessa una sentenza in base alla quale gli Antipas non avrebbero avuto in futuro il diritto di proibire ai parrocchiani le pratiche religiose e gli uffici religiosi, compresa la sepoltura. Nel 1948 il presbiterio subì gravissimi danni in seguito al terremoto e il metropolita vietò la celebrazione della messa finchè non fosse completamente restaurato.

V.K. Antipas, residente in Australia, tramite suo genero, V. Raftopoulos, si assunse per intero l’ onere delle spese per il restauro del presbiterio.

Il testo è tratto dal libro di Gherassimos Drakontaidis: “Ricordi di storia e di vita”.
P.S.: Nel 1993, il fondatore Antipas Apostolos fece restaurare la chiesa, il tetto, i muri; grazie a questi restuari, resistette ad un terribile sisma e fu trovata in buon stato all’ispezione degli ingegneri civili del Ministero dei Beni Culturali. Gli Antipas continuano tuttora a restaurare la chiesa e, con una sentenza storica della Corte di Cassazione, ne furono riconosciuti fondatori, con l’ obbligo tuttavia di permettere ogni manifestazione di culto.